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Cibo da Spiaggia

Singer Food

Pubblicato il 23/07/2014

Chiudete gli occhi e immaginate: la sabbia calda sotto i vostri piedi, azzurro a perdita d’occhio, la linea dell’orizzonte che sfuma tra cielo e mare, il delicato fruscio delle piante della macchia mediterranea che sembrano danzare accarezzate dal vento sulle dune e un intenso, penetrante, familiare profumo di parmigiana di melanzane. Se lo preferite di pasta al forno o zucchine ripiene, non c’è alcuna incongruenza, sono sempre spuntini perfettamente contestualizzabili.

 torretta mare

Potremmo essere in una qualsiasi spiaggia della Puglia, della Calabria o della Sicilia, in quel Sud dove il cibo è una religione e non c’è temperatura desertica che possa impedire di gustare frittura ed insaccati in riva al mare. Se prestate un po’ di attenzione vi renderete conto che le borse frigo per il pranzo al sacco in spiaggia aumentano prepotentemente di dimensione scendendo verso le coste meridionali. La “schiscetta milanese” (pasto completo per il lombardo a Cattolica) a Bari serve solo per contenere le zucchine fritte di contorno.

 torta fiori zucchina zucca

Il giorno prediletto per il desinare in riva al mare è di solito la Domenica, quando gli ombrelloni si susseguono uno accanto all’altro lasciando poco spazio vitale e tanta convivialità forzata. La pianificazione della famiglia che decide di mangiare in spiaggia ha inizio solitamente il pomeriggio del sabato, dedicato alla preparazione dei piatti più complessi (leggi pasta al forno, parmigiana, zucchine ripiene, focacce, arancini di riso, gattò di patate, torte salate) e alla scelta delle bibite da mettere in fresco (per lo più birre ed acqua). Riempite borse frigo, grandi quanto un bagaglio a mano, e zaini si è pronti per affrontare un’intera giornata sotto il solleone. La mattina del giorno prescelto è necessario arrivare in spiaggia molto presto per piantare l’ombrellone a ridosso della battigia, il motivo è solitamente uno: avere il controllo dell’anguria lasciata a bagno al fresco nell’acqua di mare; i professionisti l’adagiano in un sacchetto di plastica agganciato dai manici al bastone di un retino affondato nella sabbia, così da avere la certezza che non venga trascinata dalla corrente. Ipotesi in ogni caso remota considerato che il peso si aggira sempre non al di sotto dei 10 chili, in caso contrario si desiste dall’acquisto.

pampanella

(nella foto: La pampanella)

Giunta l’ora del pranzo tutti i componenti della famiglia o gli amici si ritrovano sotto l’ombrellone dove il cibo è stato custodito all’ombra, pochi minuti ed inizia un passaggio veloce di piatti in plastica, forchettine, bicchieri, bottiglie, teglie, lattine, contenitori e tovaglioli. In quello stesso momento dai lettini e dalle sdraio vicini giungono sguardi di disapprovazione e fastidio, misti a languidi sorrisi che sottendono un solo messaggio “non so cosa darei per una fettina di quella frittata di cipolle ed una birra ghiacciata”.

 

Ho trascorso tutte le estati della mia vita osservando e partecipando a queste pittoresche e meravigliose dinamiche sulle spiagge pugliesi e sono giunta a una conclusione: anche il bagnante più snob cede al fascino dell’unto in spiaggia, non quello dell’olio abbronzante, ma quello dell’extravergine che gronda dalla focaccia barese. Il sapore della trasgressione al salutismo a tutti i costi è  troppo forte, lo hanno capito anche bar e chioschetti della litoranea salentina. E’ facile trovare negli espositori, accanto ai tristi panini e alle scondite insalate, teglie d’asporto di riso patate e cozze, kit per preparare frise “on the road”, fritture di pesce o crudi di mare (solo nei lidi più chic), combinazioni di pasta fredda e tanta frutta tagliata e pronta da mangiare.

 una frisella sul mare libro

Poche volte sono riuscita ad organizzare meticolosamente una borsa frigo da digestione memorabile, in compenso sono bravissima a suscitare benevolenza e riesco sempre a farmi offrire vettovaglie da pranzo delle feste da magnanimi bagnanti, lasciando il panino integrale con il prosciutto cotto a surriscaldarsi nella borsa di paglia con la bottiglietta d’acqua calda già prima che stenda l’asciugamano.

 fritto da spiaggia

E’ doveroso precisare che tutte le situazioni raccontate in queste righe sono state personalmente vissute, ricordate e custodite come preziosi luoghi comuni che rendono la mia bellissima Puglia ancora più viva.

 

 

Francesca D
Francesca D'Agnano - Singer Food

Un tradizionale percorso di studi giuridico costellato da interessi che con codici ed atti hanno poco a che fare: meglio impugnare una forchetta e far roteare un calice. Food blogger atipica: su singerfood.com fotografo e racconto quello che Pietro cucina, esperta dell’assaggio a suon di musica e fanatica del “finger traditional food”. Fisicamente a Milano, ma la Puglia è il mio stato mentale. Lettrice onnivora, geek e runner sempre connessa; potete trovarmi su tutti i social network e nei migliori ristoranti, seduta a mangiare.

BLOG: www.singerfood.com

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CURIOSITA'

UNA FRISELLA SUL MARE

Al tema del cibo da portare in spiaggia è dedicato il libro “Una frisella sul mare – canzoni ricordi e ricette da spiaggia” LUPO EDITORE, una raccolta di racconti di diversi autori curata da Pierpaolo Lala e arricchita da ricette e canzoni che negli anni hanno accompagnato le estati in Salento.

 

LA PAMPANELLA

E’ possibile che vi imbattiate sulle spiagge salentine nei venditori ambulanti non solo di cocco, ma anche di mandorle e di Pampanella, una bontà poco conosciuta dal sapore intenso e fresco, è una cagliata di latte avvolta in una foglia di fico di cui si narra già nei testi dell’Antica Grecia.