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La cucina milanese raccontata nello spazio di Casa Citrosodina

Singer Food

Pubblicato il 26/04/2016

Il fine settimana appena trascorso ci ha fatti immergere nella tradizione gastronomica lombarda, in particolare nei sapori e nei profumi della cucina milanese, in preparazioni antiche e ricche di magia che hanno segnato la storia di una città tanto bella e affascinante come il capoluogo meneghino. A ospitarci il Centro Commerciale Fiordaliso di Rozzano, nella sua galleria è stata disposta la struttura di Casa Citrosodina, una vera e propria cucina itinerante che toccherà diverse tappe in giro per l’Italia durante il “Citrosodina Tour”. Blogger e produttori si alterneranno per raccontare ricette della tradizione e ingredienti dell’eccellenza, tantissimi i protagonisti coinvolti e innumerevoli le occasioni che nasceranno per gustare anche solo con lo sguardo i piatti realizzati al momento.

La mia indagine, questa volta, si è concentrata sulla città che da più di dieci anni mi ha accolta, Milano e i suoi risotti, le Trattorie che sembra siano rimaste identiche nonostante il passare del tempo e lo sguardo fiero dei tanti contadini che intorno alla città continuano ad animare le cascine. Ho scelto di preparare tre piatti celebri, le cui origini posso essere ricercate nella storia della nobiltà e del ceto medio di un’epica ormai passata. Inizio a raccontarvi del Pan di Miglio, biscotti che si era soliti infornare a fine Aprile, il giorno di San Gregorio per la precisione, quando i fiori di Sanbuco erano sbocciati e, raccolti con cura, venivano posati sull’impasto per impreziosire il profumo e il sapore della farina di mais (che oggi ha sostituito quella di miglio), delle uova, del burro e dello zucchero.

La cucina milanese raccontata nello spazio di Casa Citrosodina

Ho proseguito con i mondeghili, guai a chiamarli semplicemente polpette nonostante il loro aspetto. Un impasto di carne di lesso, pasta di salame e mortadella, uova, formaggio del luogo (Grana Padano per esempio) e tanta cura e dedizione nell’impastare e nel realizzare quegli ovali un po’ schiacciati che è possibile assaggiare ancora in alcuni ristoranti e nelle case delle nonne, che in questi giorni si sono fermate in tante a raccontarci le loro varianti e i trucchi per prepararle in modo impeccabile, proprio come vuole la tradizione.

L’ultima ricetta ha il colore della Citrosodina, quel giallo che tutto illumina e che alla sola vista fa gioire le papille gustative: il riso al salto, un classico risotto giallo alla milanese fatto raffreddare e cotto in padella con del burro, schiacciato come fosse una frittata e reso croccante dalla pazienza e dalla maestria che dopo vari tentativi si può vantare. Guai a pensare che sia semplice da preparare, sfido chiunque a dire il contrario, proprio come ho goliardicamente sfidato i tanti curiosi accorsi per indossare l’iconico grembiule nero e giallo Citrosodina, fieri di pesare ingredienti e rispondere alle semplici domande, prestandosi a giocare con noi.

Il riso utilizzato è stato un carnaroli, varietà imprescindibile per preparare un buon risotto e a raccontarci di tutte le proprietà e della sua bontà è venuto a trovarci Dino Massignani di Riserva San Massimo, un’oasi incontaminata a pochissimi chilometri dalla città; un paradiso dove il riso cresce attorniato da una rigogliosa vegetazione e da tanta fauna. Tutti invitati ad andarlo a trovare per scoprire quanto magica può essere la natura. Anche questa volta un grande ringraziamento a Seletti e a KnIndustrie, due aziende italiane che hanno fatto del design e della qualità i loro punti di forza e hanno deciso di accompagnarci in questo tour nelle regioni della penisola. La mia esperienza termina qui, ma vi invito a seguire le altre blogger che animeranno le prossime tappe, sarà un’esperienza da ricordare.
Prossima tappa: Sagra del Fritto Misto 23-24 aprile Ascoli Piceno.

Francesca D
Francesca D'Agnano - Singer Food

Un tradizionale percorso di studi giuridico costellato da interessi che con codici ed atti hanno poco a che fare: meglio impugnare una forchetta e far roteare un calice. Food blogger atipica: su singerfood.com fotografo e racconto quello che Pietro cucina, esperta dell' assaggio a suon di musica e fanatica del "finger traditional food". Fisicamente a Milano, ma la Puglia' il mio stato mentale. Lettrice onnivora, geek e runner sempre connessa; potete trovarmi su tutti i social network e nei migliori ristoranti, seduta a mangiare.

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